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La comunicazione tra medico e paziente nell’era digitale

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La comunicazione tra medico e paziente nell’era digitale

È meglio affidarsi a un sistema tradizionale di cura per assistere il paziente o seguire i suoi progressi con strumenti che facilitano il monitoraggio del suo stato di salute, come le piattaforme digitali?

La seconda opzione permette a entrambe le parti interessate di essere costantemente aggiornate sulla pianificazione del percorso di cura (terapia farmacologica, monitoraggi, ecc), sugli obiettivi di cura già raggiunti e quelli da raggiungere.
Come è possibile tutto ciò? Grazie all’immediata reperibilità di tutti questi dati sui device usati quotidianamente.

 

In Italia, la quantità di medici che usa le chat ha superato il 50% nel 2015: WhatsApp e la messaggistica di Facebook sono le più diffuse, perché sono alla portata di tutti.

 

L’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano ha condotto un’indaginedigitale_malattia_cronica_telemonitoraggio_eHealth_vivianmed, rilevando come il 2016 è stato scenario di un vero e proprio boom nell’utilizzo dei servizi sanitari online, diffusi in particolar modo tra la popolazione tra i 35 e i 54 anni di età.
Nella vasta scelta offerta dal web, i favoriti sembrano essere i servizi informativi messi a disposizione delle strutture sanitarie, la prenotazione online di esami e visite, la consultazione dei documenti clinici, il pagamento delle prestazioni e la più generica ricerca online di informazioni sulla salute.
È inoltre in crescita il dato riguardante i cittadini che utilizzano il canale digitale per comunicare con il medico di base. Tra quelli che usano WhatsApp (il 53%), l’opinione più diffusa è che consente uno scambio efficace di dati (siano essi immagini e/o informazioni) permettendo, alle volte, di evitare una visita.

Pensare all’assistenza sanitaria superando i confini dell’ambulatorio medico o dello studio privato è un’opzione concretamente realizzabile nell’era degli smartphone e dei cloud che, pur non avendo l’ambizione di risolvere da soli i problemi medici, sono dei mezzi che rendono possibile un’efficace cooperazione per il raggiungimento dei risultati attesi durante la terapia. Per i pazienti, la qualità dell’assistenza sanitaria ricevuta va spesso di pari passo con la qualità delle interazioni con il proprio medico. È facile perciò pensare che quanto più ci si sente connessi con il proprio medico, maggiori sono la partecipazione alla propria cura, l’aderenza al trattamento e l’adozione di comportamenti preventivi.

 

L’Institute for Healthcare Communications ha sottolineato l’importanza di alcune iniziative promosse dall’Institute of Medicine per fornire prestazioni sanitarie di alta qualità: il rafforzamento di alcuni concetti quali le domande aperte e l’ascolto riflessivo ed empatico sono eletti concetti chiave per venire a conoscenza dei valori e delle preferenze dei pazienti.

Secondo diverse ricerche tenute in considerazione dallo stesso Istituto, la causa principale dell’errata conduzione delle terapie è da ricondursi a un’inefficace comunicazione tra il medico e il paziente. Le cause più probabili? Una povera trasmissione delle informazioni mediche o la mancanza di ascolto.

I risultati di queste ricerche hanno evidentemente provato che ci sono forti e positive relazioni tra la capacità di un medico di comunicare con efficacia e la capacità del paziente di seguire le indicazioni, gestire autonomamente la condizione cronica da cui è affetto e adottare misure preventive.

La predisposizione degli italiani al digitale è dunque in forte crescita e il dato non può che giovare alle prospettive di miglioramento delle relazioni tra medico e paziente ed ai successi delle terapie.

 

Se anche tu ti sei chiesto come comunicheranno i pazienti e i medici di Vivian, consulta le nostre FAQ e scoprilo!

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